GIOVEDI 18 MARZO ORE 20.45 presso l'Oratorio di San Lazzaro
Seba ci racconterà la sua avventura!
La serata prevede una breve presentazione del paese che mi ha ospitato
un riassunto sui progetti dove ho lavorato(villaggio della speranza), sul
progetto che ho iniziato e che avrei intenzione di finire.
un reportage fotografico sui lavori, sulle realtà più spiacevoli(ospedali,
dispensari...) e sulla vita in Tanzania(feste, paesaggi, tribù, animali,
mercati...)
per finire domande, curiosità e quant'altro.

Vi aspetto numerosi e fate un passaparola.

La Storia

Seba "Kalli" Lubian nasce a Vicenza nel gennaio 74, in Via Paganini, che non lascerà fino ad oggi. Grazie a mamma Silvy e a babbo Geppo cresce come un ragazzetto per bene. Ha la sua cerchia di amici che lo sopportano tuttora, frequenta gli scout, e suona addirittura in unfamoso gruppo rock. Negli anni coltiva le sue avventure amorose ma deve ancora trovare una santa donna che se lo tenga!! In età più matura coltiva altri interessi, come la montagna e il volontariato. Arriva così alla sua prima esperienza africana da cui torna cambiato, con il desiderio di farvi ritorno al più presto. Ed ecco che ce l'hai fatta, caro Seba, e i tuoi più cari amici vogliono dirti che sono orgogliosi della tua scelta.

SEBA ADESSO HA BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO CONCRETO. LEGGETE I POST SUI PROGETTI DA FINANZIARE!!!

sabato 26 settembre 2009

Avanti con un'altra costruzione!!!

Abbiamo iniziato da zero la costruzione di una chiesa in un villaggio qui vicino. Qui le chiese nei villaggi in realtà sono degli “edifici” che servono principalmente da asilo, scuola, ritrovo per le riunioni degli anziani durante la settimana e la domenica vengono usati come chiese. Il lavoro che è stato fatto è partito da zero. Abbiamo iniziato a scavare le fondamenta che sono già pronte (vedi foto a fianco). Un lavoraccio perchè non abbiamo usato certo le ruspe ma piccone e badile. Con noi hanno lavorato anche alcuni uomini e donne del villaggio che, anche se adesso mastico un po' di swahili, ha un nome impossibile da dire. Cerchiamo sempre di lavorare con la gente del posto perchè così si riesce a creare un contatto molto forte. E' difficile da spiegare ma la diffidenza iniziale verso “mzungu”, uomo bianco, subito scompare se ti metti subito al pari loro senza pretendere di essere chissà chi. Facendo così si instaura subito la complicità giusta. Fanno il possibile per aiutarti ad imparare la lingua. Ti invitano nelle loro capanne offrendoti quel poco che hanno, un pugno di riso... insomma non sei più il dominatore ma rafiki(amico). Nonostante siamo riusciti a preparare le fondamenta il lavoro è proseguito a rilento perchè un giorno manca l'acqua un giorno il cemento e così via; tutto è molto difficile nei villaggi sperduti nella savana. Ho trovato meno difficoltà nel primo asilo qui a Manyoni. Comunque qualcosa abbiamo combinato sperando di aver meno problemi nei prossimi giorni.

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