La Storia
Seba "Kalli" Lubian nasce a Vicenza nel gennaio 74, in Via Paganini, che non lascerà fino ad oggi. Grazie a mamma Silvy e a babbo Geppo cresce come un ragazzetto per bene. Ha la sua cerchia di amici che lo sopportano tuttora, frequenta gli scout, e suona addirittura in unfamoso gruppo rock. Negli anni coltiva le sue avventure amorose ma deve ancora trovare una santa donna che se lo tenga!! In età più matura coltiva altri interessi, come la montagna e il volontariato. Arriva così alla sua prima esperienza africana da cui torna cambiato, con il desiderio di farvi ritorno al più presto. Ed ecco che ce l'hai fatta, caro Seba, e i tuoi più cari amici vogliono dirti che sono orgogliosi della tua scelta.

SEBA ADESSO HA BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO CONCRETO. LEGGETE I POST SUI PROGETTI DA FINANZIARE!!!
sabato 26 settembre 2009
L' ospedale di Itigi
Oggi 24 settembre siamo rimasti fermi con i lavori ed abbiamo pensato di accompagnare i ragazzi a fare una visita all'ospedale di Itigi. Itigi è un villaggio abbastanza grande a circa un'ora di pista da Manyoni, dove sorge la più grande struttura ospedaliera della Tanzania che non sia proprietà dello stato. Infatti è gestita dai padri adoratori del preziosissimo sangue di Cristo e da suore orsoline. Padri e suore sono misti tra tanzaniani ed italiani. Questa struttura è nata nel 1987 come piccolo dispensario di medicine. Ad oggi è fornito di 350 posti letto. Ci sono due sale operatorie, laboratorio analisi, maternità, ostetricia, pediatria, medicina, fisioterapia.Solo i settori per i bambini ha 150 posti letto. Riempie il cuore che tutto ciò che è frutto di donazioni per la maggior parte italiane; dai soldi, al materiale edile, sanitario...In questo ospedale c'ero già stato 3-4 volte ad accompagnare gli anziani dell'ospizio per i vari controlli. Non avevo ancora fatto una visita completa dei vari reparti. Il tutto è stato molto interessante e devastante. Ovviamente parlo del reparto pediatria dove ho visto di tutto: malformazioni, malnutrizione, bimbi completamente ustionati...Porca miseria è sempre così difficile! Però bisogna tener duro. Mentre li accarezzo ascolto le loro storie e a questo punto è tassativo: devo buttar giù le lacrime e regalare sorrisi,qualche parola,sapere i loro nomi, dire il mio...
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